Natale 2015, è record di export made in Italy!

Le news sul mondo dell’export, focus Paesi, mercati esteri, che cosa e dove esportare. Informazioni utili per vendere all’estero.

Il Natale 2015 sta portando in dote degli importanti risultati per quanto attiene il commercio estero dei prodotti made in Italy e, in particolare, quelli del comparto alimentare. Tra vini, spumanti, liquori, panettoni, pasta e formaggi, la fine d’anno sta conducendo le imprese italiane che esportano prodotti alimentari a festeggiare straordinari obiettivi (conseguiti) in termini di fatturato: oltre 3 miliardi di euro per il periodo in esame, con un incremento dell’8% rispetto a identico periodo dello scorso anno.

A sostenere tali cifre è stata, negli ultimi giorni, un’osservazione condotta dalla Coldiretti (il report “Il Natale sulle tavole degli italiani”), secondo cui il valore delle esportazioni dei prodotti più tipici del Natale sarebbe cresciuto del 4% per i formaggi, del 7% per la pasta, dell’8% per i vini, del 9% per i panettoni e addirittura del 19% per gli spumanti.

Proprio per quanto attiene gli spumanti, mai come quest’anno le bollicine italiane saranno celebrate in tutto il mondo. Tra le prestazioni più convincenti, registriamo un incremento (in valore) del 50% in Gran Bretagna, e del 32% negli Stati Uniti. Sorprende – ma non tanto – anche la crescita del 19% in Francia, patria da sempre attirata dalle bollicine locali dello Champagne, ma evidentemente sempre più interessata anche a quelle italiane.

In merito, nella classifica degli spumanti italiani più venduti nel mondo, spicca il primato del Prosecco, seguito dall’Asti, dal Trento Doc e dalla Franciacorta: quattro eccellenze italiane che lottano con gli champagne francesi per potersi aggiudicare il ruolo di bollicine più amate del globo, e che – con particolare riferimento a questo periodo dell’anno – possono ben fungere da traino al fatturato dell’intero settore dei vini, per i quali, ricordiamo, si registra complessivamente una crescita dell’8% in valore dell’export.

Ad ogni modo, non di solo spumante può gioire il commercio estero italiano dell’alimentare. Ad essere molto richiesti in nuovi e “vecchi” mercati sono anche i dolci nazionali come il panettone, e altri prodotti tipici della pasticceria festaiola di fine anno (+ 9%), oltre all’intramontabile pasta (+ 7%). Cresce anche la domanda di formaggi italiani, con un incremento del valore delle esportazioni del 4%, e punte del 31% per il pecorino e per il fiore sardo.

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Nuovi fondi per chi vuole esportare i propri prodotti

Le news sul mondo dell’export, focus Paesi, mercati esteri, che cosa e dove esportare. Informazioni utili per vendere all’estero.

Il decreto del ministero dello sviluppo economico dello scorso 7 ottobre 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1 dicembre 2015, stanzia 80 milioni di euro sul fondo crescita sostenibile, al fine di supportare le imprese in programmi di inserimento nei mercati extra Ue, per la diffusione di beni e servizi prodotti in Italia. Ma come funziona il nuovo intervento ministeriale?

Le linee di intervento

Stando a quanto risulta dal testo del decreto Mise, due sono le linee di intervento, finalizzate a sostenere i programmi di inserimento nei mercati extra Ue. Per poter essere oggetto di agevolazione, gli stessi devono essere realizzati in un solo paese di destinazione, mediante l’apertura di una struttura, non configurabile come rete di distribuzione all’estero, che possa agevolare il lancio e la diffusione di beni e servizi prodotti in Italia, oppure distribuiti con marchio di imprese italiane.

Ancora, il decreto prevede che tale struttura possa essere costituita da un solo ufficio, un solo negozio o corner e possa essere gestita direttamente dal richiedente o tramite un soggetto terzo locale partecipato o meno dallo stesso richiedente. Gli impieghi oggetto di agevolazione non devono inoltre avere come oggetto una rete di distribuzione. È altresì previsto che l’impresa si impegni, all’atto della presentazione della domanda di finanziamento, a non aprire nello stesso Paese di destinazione altre strutture nei tre anni che seguono alla concessione del finanziamento.

Chi può fare richiesta

Possono fare richiesta dei benefici suddetti le pmi che hanno sede legale in Italia, che hanno realizzato in ognuno dei tre esercizi finanziari precedenti la presentazione della domanda, un fatturato estero pari, in media, ad almeno il 35% del fatturato aziendale totale. Inoltre, è necessario che al momento dell’erogazione del finanziamento le pmi beneficiarie, siano costituite in forma di spa (dunque, è possibile la richiesta da parte di altre forme giuridiche, purchè avvenga la modifica di forma societaria prima della concessione del finanziamento).

Una volta erogato, e fino alla data di chiusura del bilancio esaminato per la prima verifica, le imprese hanno inoltre l’obbligo di non modificare la propria forma di spa, pena l’eventuale revoca del finanziamento stesso.

Quanto si può ottenere

L’importo massimo che risulta essere concedibile è pari a 300 mila euro calcolato nel rispetto della normativa comunitaria «de minimis» e nel limite del 25% del patrimonio netto dell’impresa richiedente.

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Rapporto E-commerce in Italia 2015

La nona edizione del convegno Ecommerce in Italia 2015 si è da poco tenuta presso la Camera di Commercio di Milano, durante la quale è stata presentata l’analisi effettuata da Casaleggio Associati sullo stato dell’e-commerce.

Lo scenario che emerge è quello di un settore in continua crescita ed in costante fermento, in controtendenza con quella che è l’economia del nostro Paese. Considerando le vendite B2C da siti di aziende italiane e di filiali italiane di gruppi multinazionali, il fatturato ha fatto registrare un +8% a fine 2014 ed un valore di 24,2 miliardi di euro. Notevole se si considera l’andamento del PIL nazionale, ma si tratta di un ritmo ancora lento rispetto al resto del mondo dove, invece, potremo assistere quest’anno ad un +20,9% e ad un valore del fatturato di 1.600 miliardi di dollari entro la fine del 2015.

I settori trainanti sono quelli dei servizi dedicati al tempo libero, turismo ed assicurazioni, rispettivamente con una quota di fatturato del 49%, 30% e 7% e quelli che vengono considerati i centri commerciali online, come Amazon e Ebay ed il settore fashion, fanno registrare una crescita notevole del proprio fatturato rispettivamente del 55% e del 30%. Emerge, inoltre, che il 34% degli italiani fa shopping online per uso privato, ma aumentano anche coloro che acquistano articoli per la casa (+5,1%), abiti e articoli sportivi (+3,8%).

Sorgente: Rapporto E-commerce in Italia 2015 – Ecommerce Day 2015 VI edizione

I viaggi per lavoro sono divenuti più “rischiosi”

 

 

 

 

 

 

Quando si pensa ad un viaggio d’affari, è probabile che non si stia pensando ad un’avventura particolarmente entusiasmante o pericolosa. Ciò potrebbe cambiare presto.

Uno studio in UK ha rilevato che nella prima metà del 2015, quasi 2,5 milioni di viaggi aziendali sono stati effettuati in paesi a rischio di incidenti e terrorismo.

Sorgente: Business travel is getting more dangerous, sort of

Che cos’è la Generation Alpha?

 

 

 

 

 

 

 

Demografi e non solo stanno conducendo una campagna per chiamare chiunque nato dopo il 2010 parte della Generazione Alpha . 2,5 milioni di Alfa nascono in tutto il mondo ogni settimana . Questi bambini cresceranno con iPad in mano , mai senza uno smartphone, e avranno la capacità di trasferire online in pochi secondi ogni pensiero sin da bambini.

Questa futura generazione sarà la più soggetta a trasformazioni, leggi l’articolo originale

Sorgente: What is Generation Alpha? – Business Insider